Ciao a tutti,
sono una mamma ed ho deciso di scrivere questo post con l'intento di aiutare (almeno moralmente) genitori che come me si trovano nella situazione di vivere una figlia con problemi di anoressia.
Adesso vi racconterò la mia storia.
Tutto è iniziato quando la mia principessa ha iniziato a frequentare la prima media, una ragazza solare, timida e quindi poco socievole, introversa e molto brava a scuola. Un bel giorno inizio a sentire discorsi su calorie, ma lo sai che quei biscotti contengono tot.calorie? ma lo sai che quella caramella ha tot. calorie e così stava diventando per tutto, dalle bibite, ai pasti alle leccornie;
inizialmente pensavo che fosse un argomento trattato a scuola e che gli era rimasto particolarmente impresso, ma con il passare del tempo le cose iniziavano a prendere una brutta piega!
La mattina non si faceva più colazione, a pranzo non doveva mangiare più di venti rigatoni o penne, pesava ogni minima cosa che ingeriva e si pesava di continuo (2-3 volte al giorno); cercavo di fargli delle domande sul perché di tale comportamento e mi rispondeva che era solo una mia preoccupazione e che lei si comportava normalmente.
Ma non era così!
Il suo peso iniziò a scendere notevolmente ed iniziò a cambiare anche il suo comportamento; non c'era più quella solarità nel suo viso ma solo apatia e disprezzo profondo verso il cibo e verso tutti. Nessuno la capiva, nessuno la voleva, nessuno doveva dirle nulla...Lei stava bene!Iniziò a perdere i capelli, il ciclo si bloccò, aveva iniziato a graffiarsi le gambe, era passata da una taglia M ad una XS tutto in un lasso di tempo molto breve.
A casa si gridava di continuo per cercare di spronarla, la obbligavamo a mangiare ma dai suoi occhi trapelava un odio immenso verso di noi...e questo per un bel po' di tempo.Iniziai a cercare su internet delle spiegazioni, mi documentai su comportamenti adolescenziali, sulle problematiche e sui danni che si andava incontro; non vi dico la tristezza che provai quando lessi che tutto portava ad "Ana" è così che chiamano in gergo l'anoressia.
Adesso ero io che stavo male!
Cosa potevo fare per riuscire a salvare mia figlia era la domanda che mi si ripercuoteva 24h su 24h; incominciai ad interpellare psicologi e nutrizionisti, per capire cosa potevo fare e loro mi risposero che i soggetti affetti da anoressia in primis dovevano avere fiducia nella persona con cui decidevano di instaurare un dialogo.
Le proposi di andare da uno psicologo, ma lei non era una pazza e quindi non aveva bisogno di psicologi; le proposi di andare da un nutrizionista, ma lei stava bene come stava perché il nutrizionista le avrebbe detto di mangiare più volte al giorno quindi l'avrebbe fatta ingrassare.
E così pur di avere un dialogo con lei l'assecondai.
Finita la scuola ci trasferimmo a mare, lei adorava il mare stava ore in acqua anche quando l'acqua era realmente fredda, ma quell'anno decise che a mare non doveva andare perché era grossa e lei non doveva indossare il costume.

Con la scusa della sorellina riuscì a convincerla a venire in spiaggia, ed iniziammo a parlare del più e del meno fino ad arrivare al discorso anoressia; gli dissi che stava diventando anoressica e lei si arrabbiò molto, allora le dissi di leggere su internet i sintomi dell'anoressia ed a cosa avrebbe portato!
Iniziò a piangere implorandoci aiuto, dicendoci di aiutarla a non morire, che lei stava male ed aveva paura; non vi dico il mio stato in quel momento e non auguro a nessuno di provare.
Ora eravamo in due a stare male, solo che io non dovevo farglielo capire, dovevo essere forte perché mia figlia aveva il diritto di vivere e non doveva per nessun motivo al mondo morire per colpa di "Ana"!
Le notti passate a piangere per paura di perderla, non riuscivo a capire il perché, perché proprio Lei, perché e solo perché...
Cominciai a parlargli per capire il motivo di quella scelta così drastica di rinuncia al cibo, la sua risposta fu che i suoi coetanei la prendevano in giro per la mole (1,63cm per 53kg), che i canoni di bellezza erano le modelle delle sfilate, solo ossa e null'altro!
Peccato però che quando era diventata osse che camminavano nessuno glielo fece notare, si nessuno nemmeno le insegnanti si accorsero che in lei c'era qualcosa che non andava.
Mi dicevano sua figlia è sempre così triste, sta sempre da sola...ma non capirono la gravità di quell'isolamento.
No! non sto qui ad attribuire colpe a nessuno, solo che in quei momenti ti chiedi il perché nessuno si sia accorto che Lei non era Lei.
Mi caricai di tantissima pazienza e di tanta forza mentale, gli promisi che da quel tunnel ne saremmo uscite a testa alta e che un domani la sua avventura sarebbe stata solo un viaggio da dimenticare.
Gli feci promettere che una volta a settimana avrebbe dovuto pesarsi e che da quel peso non si doveva più scendere ma aumentare (era arrivata a pesare 42kg a 11anni), non fu facile rieducarla a mangiare!
A tavola piangeva ed io che piano piano la imboccavo come fosse una neonata, cercavo di farle capire che doveva farcela per Lei e per Noi.
Grazie a Dio, siamo riuscite ad uscire da questo tunnel; perciò voglio che la storia di mia figlia sia un segno di speranza per tutti gli altri genitori e per tutte le Ana che vogliono uscire da questo mondo.
Se qualcuno mi dovesse domandare ma secondo lei la società ha colpe su questo mondo?
La mia risposta sarebbe si! La moda veste max taglia 42 la 44 già è over; le modelle, i loro canoni di bellezza sono anoressiche; la scuola dovrebbe trattare tematiche forti, oltre ad incidenti del sabato sera, droghe, alcool, bullismo; dovrebbe trattare anche argomenti come Bulimia ed Anoressia perché la maggior di loro inizia in prima media e non va per niente bene!
Mi auguro che questo post possa essere di speranza per tutti!




